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  • Mario Piazza

LA LIBERTA’

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”

- Art 1, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani



Che cos’è dunque la libertà?

Potremmo definire la libertà come la facoltà per ogni individuo di esprimere le proprie idee, di agire in modo autonomo e di autodeterminarsi senza subire costrizione o impedimento alcuno. Spesso, quando si parla di libertà, si pensa a qualcosa di scontato e banale, ignorando però (e la storia in questo ci è maestra) che nei secoli il suo valore è stato sempre messo in discussione, per non parlare poi della sua effettiva conquista, che potremmo definire quasi recente. Dunque, la libertà di cui oggi noi tutti siamo garanti non è altro che il frutto di una lenta e graduale evoluzione, che segue di pari passo con il corso della storia. Il concetto di libertà è stato per la prima volta portato sotto i riflettori durante il XVIII sec. dall’Illuminismo. Molti grandi pensatori infatti hanno elaborato frasi e riflessioni a riguardo. Per esempio: “Non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee” Questa frase, attribuita a Voltaire, è molto significativa, in quanto incarna il principio stesso di libertà di pensiero e di società basata su principi democratici. È proprio infatti con l’Illuminismo che nasce la concezione dell’uomo quale “essere pensante” dotato di raziocinio e pertanto libero. Durante poi il ventennio fascista la libertà di pensiero, insieme a quella di stampa, è stata oggetto di repressione e condizionamenti da parte del regime, che asserviva ogni aspetto della cultura all’ideologia propagandistica del duce, impedendo ogni libera espressione di idee. Comprendiamo dunque come la libertà sia un diritto inalienabile della persona e pertanto tutelato da numerose giurisdizioni democratiche, come ad esempio anche la nostra, che dedica ampio spazio a questo argomento nel Titolo I-Rapporti Civili. Nella Costituzione italiana infatti l’articolo 21 recita: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Tuttavia esiste un sottile confine tra libertà individuale e rispetto degli altri, così che ciascuno di noi vive costantemente alla ricerca di un continuo equilibrio tra l’una e l’altro. Essere libero infatti non è sinonimo di prevaricazione, ma presuppone la capacità di preservare la sfera della libertà altrui. A tal proposito citiamo la frase proverbiale: “La tua libertà finisce quando inizia la libertà degli altri”. Pertanto il rispetto verso il prossimo non costituisce un limite alla libertà individuale, perché, sebbene ci imponga l’osservanza delle regole del vivere sociale, ci consente di garantire una convivenza comunitaria armonica e all’insegna della reciprocità. Come infatti affermava Papa Giovanni Paolo II: La libertà non è fine a sé stessa: essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace”.


Mario Piazza

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