COLPA…
- Carlotta Maria Giacomazzo 1 C classico
- 26 mar
- Tempo di lettura: 4 min
Ciao, mi chiamo Alice, e non è colpa mia.
Avevo 15 anni, solo 15 anni, quando per la prima volta cascai in una trappola mortale dalla quale, ahimè, non feci in tempo ad uscire.
Era una serata come tutte le altre e io ero in discoteca con le mie amiche. Loro andarono a prendere da bere, lasciandomi da sola quando, tutto d'un tratto, un ragazzo mi si avvicinò: era alto, moro, riccio, e aveva gli occhi profondi come l'oceano e azzurri come il cielo.
" Ehi ragazzina… come mai qui da sola? Non è molto sicuro girovagare in questi posti a quest'ora della notte sai?”
Io lo guardai, ammaliata dalla sua bellezza e stupita dalla sua gentilezza.
“Be’, a dire il vero non sono sola, sono con le mie amiche ma sono andata a prendere qualcosa da bere… anche se, effettivamente, è già passata un'ora…”
Lui mi guardò stupito e con un fare preoccupato.
“Sai, poco fa ho visto un gruppetto di ragazze uscire ubriache da qui… saranno state super giù cinque o sei, le ho viste uscire insieme a dei ragazzi… non vorrei che fossero le tue amiche.”
Rimasi alquanto sconvolta di fronte a questa notizia, perciò mi misi a guardare un punto fisso della sala da ballo, disorientata, sola, impaurita… i miei pensieri e le mie sensazioni, però, vennero scacciate via dinanzi alla visione della sua mano che prendeva con delicatezza la mia, portandola alle sue labbra.
“Permettimi di presentarmi, dolcezza. Mi chiamo Giorgio, ho 17 anni e frequento il liceo delle scienze umane… saresti in grado di lusingarmi mettendomi al corrente del tuo nome, principessa?”
Arrossii come un pomodoro, ma, non so come, trovai il coraggio di rispondergli con una frase di senso compiuto preceduta da una risatina timida.
“Io sono Alice, ho 15 anni e frequento il liceo classico.”
Gli sorrisi, lui lo vide e ricambiò.
“Alice,” ripeté “è un nome davvero splendido… ti si addice sai?” disse lui. Poi mi guardò e, senza lasciare neanche per un secondo la mia mano, mi porse una domanda che mi fece salire al settimo cielo.
“Posso offrirti un passaggio fino al tuo palazzo, milady?”
Povera illusa… se solo avessi saputo allora forse…
***
Ciao, mi chiamo Alice e non è colpa mia.
Io e Giorgio finalmente stiamo insieme, alla fine si è deciso a fare il primo passo e si è dichiarato!
Era ora comunque! Ormai uscivamo insieme da quattro anni!
Le cose vanno alla grande, anche se, a volte, litighiamo molto spesso a causa della sua gelosia… Ma non posso lamentarmi: l'altro giorno mi ha fatto una sorpresa, mi ha bendata e mi ha portato dentro una casa che non conoscevo. Appena mi sono tolta la benda mi ha detto che questa era la nostra nuova casa! Ora sono passati sei mesi da quando viviamo insieme e non potrei che esserne più felice…ma per quanto riguarda la sua gelosia, ecco… vabbè dai, forse sono solo paranoica, d'altronde se è geloso vuol dire che ci tiene…no?
***
Ciao, mi chiamo Alice, e non è colpa mia.
Oggi io e Giorgio abbiamo litigato…di nuovo… è stata colpa mia; eh, lo riconosco…per farla breve, dopo molto tempo ho deciso di uscire di nuovo con le mie amiche e ho detto a Giorgio che sarei tornata a casa alle 21:00… solo che Alessandra si è sentita male e perciò siamo state tutte con lei per assicurarci che si riprendesse prima possibile. Alla fine, sono tornata a casa alle 21:30 e una volta entrata ho trovato Giorgio che camminava avanti e indietro per il salone... Si è girato verso di me, nervoso come non mai e con una faccia che esprimeva rancore e delusione... Quando cercai di spiegare il motivo del mio ritardo, lui venne verso di me e mi tirò uno schiaffo… ma me lo sono meritata eh, in fondo era solo preoccupato e potevo avvisarlo che avrei fatto tardi… anche se, però, ha fatto male…
***
Ciao, mi chiamo Alice, e non è colpa mia.
Le cose con Giorgio stanno andando sempre peggio… da quando mi sono ritirata tardi a casa quella volta, mi ha costretto a chiudere i rapporti con tutte le mie amiche e adesso… adesso sono da sola… anche se Giorgio dice che non sarò mai da sola perché ho lui, e lui mi deve bastare, deve essere tutto ciò di cui ho bisogno… dice che gli altri sono solo spazzatura e che prima o poi se ne sarebbero andati via tutti… effettivamente forse ha ragione. D'altronde io sono solo sua, e lui me lo ripete in continuazione... Anche se i modi in cui me lo dice sono un poco… violenti, ecco. Ultimamente mi picchia molto più spesso, indipendentemente da cosa io faccia. Ad esempio, ieri, abbiamo litigato perché mentre stavo facendo i piatti ho rotto un bicchiere. Ha cominciato ad urlarmi in faccia, a dirmi che sono inutile e che non so fare niente, poi si è avvicinato e ha cominciato a prendermi a pugni. Forse è stata colpa mia, forse me lo sono meritato. Mi ha minacciato dicendomi che, se mai avessi raccontato a qualcuno di questo episodio o quelli passati, sarebbe arrivato il peggio. Però, questa ha fatto tanto male
***
Ciao, mi chiamo Alice, e sono morta. Non è colpa mia.
Ricordo molto poco di quel giorno, ma quel poco lo ricordo perfettamente.
Stavo tornando a casa dall'ospedale: ultimamente andavo spesso lì, dato che mia mamma aveva avuto un incidente e si era rotta una gamba. Quella sera decisi di andarle a fare compagnia, Giorgio mi disse che dovevo tornare a casa entro le 21:00. Tornai a casa alle 22:00. Mamma era tanto sola, e non ci vedevamo da tanto, dato che Giorgio quella settimana non mi aveva fatto mettere piede fuori di casa per via del mio comportamento durante un litigio che avevamo avuto. Appena tornai a casa, cominciò a prendermi a calci, pugni, cominciò a insultarmi e a tirarmi frustate con la cintura. L'ultima cosa che ricordo è il coltello che tirò fuori dalla tasca quando cominciai a supplicarlo di smettere… poi niente: buio, vuoto, il nulla e silenzio… quello stesso silenzio che mi ha uccisa.
Ciao, mi chiamo Alice, e non è colpa mia.
Non lo è mai stata e mai lo sarà.
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