• Christian Culcasi

QUO VADIS?


Nel corso di queste ultime settimane stiamo vivendo una situazione molto particolare e che può essere un momento cruciale per la storia contemporanea.

Una vicenda che a qualcuno può sembrare molto distante e che non abbia nulla a che fare con noi.

Una questione che sta facendo riaffiorare “antiche” rivalità in ambito politico-culturale che hanno spaccato l’Occidente (e non solo) moderno in due “blocchi”.

Sì, stiamo parlando della crisi ucraina.

Ma, come è giusto fare prima di entrare nel merito e poter anche solo giudicare quello che sta accadendo e successivamente - perché no?- anche schierarsi da una delle due parti, è giusto fare un quadro oggettivo della situazione e riassumere ciò che sta accadendo.

Partiamo dalle premesse: è inutile nascondere che USA e Russia coltivino ancora dissapori, nati subito dopo la II Guerra mondiale, combattuta da alleati e che le ha viste uscire come due superpotenze mondiali.

Torniamo a noi e a questi “pungenti dissapori”. Dopo decenni in cui si è sfiorata la guerra mondiale, dove sono nate alleanze che hanno ampiamente spaccato l’Occidente, con la dissoluzione dell’URSS nel 1991, la situazione sembrava rientrata, infatti non vi è più stata una dura lotta per la supremazia, ma abbiamo assistito ad un ritorno all’equilibrio che sembrava aver quantomeno spento i bollenti spiriti.

Negli ultimi anni, però, la situazione è tornata ad essere delicata, fino ad arrivare in questi giorni ad una tensione che si taglia a fette.

La situazione in Ucraina, nella fattispecie, è piuttosto semplice e complessa nello stesso momento. La Russia, che nel corso degli anni ha visto perdere la sua d’influenza sul Paese ucraino, ha cercato di usare la mano pesante per riprenderne il controllo e nel 2014 ha deciso di invadere e successivamente annettere la Crimea che fino ad allora faceva parte dell’Ucraina. In quella occasione l’Occidente non ha espresso alcuna condanna, lasciando che la Russia annettesse la Crimea. Oggi, invece, il fatto che l’Ucraina abbia scelto di entrare nella NATO (e quindi di allearsi con gli USA), ha provocato l’intervento della Russia che sembra in procinto di invadere l’Ucraina, ma questa volta con effetti diversi, dato che gli stessi USA e gran parte dell’Europa si stanno mobilitando dichiarandosi pronte a difendere la sua nuova alleata, anche a costo di scatenare l’inizio di una crisi mondiale, che vedrebbe sostanzialmente l’intero blocco NATO contro la Russia e la Cina.

Tutto ciò ha portato anche ad una tensione economica con ricadute significative sulla condizione di Paesi, come quello italiano, che si riforniscono per gran parte del loro fabbisogno di grano, gas e altri prodotti da Paesi come Russia e Ucraina, che adesso stanno chiudendo i rubinetti proprio per gli sviluppi che sta prendendo questa crisi.

Chiudiamo il riassunto della situazione dicendo che motivo della crisi sono le presunte esercitazioni russe che hanno portato il blocco NATO a militarizzare la zona di confine ucraino-russo e ad ordinare lo sgombero della zona a tutti i cittadini dei Paesi occidentali.

Ecco, ora che abbiamo un quadro più netto della situazione, diventa giusto e inevitabile chiedersi: dove ci porterà questa crisi? Quo vadis(homo)?

Ecco, da questa domanda ne possono partire altre mille: davvero dobbiamo rischiare la pace del mondo sulla base di presunte minacce ai confini?

Davvero a causa di questioni, a noi distanti, dobbiamo schierarci e partecipare a un possibile conflitto senza sapere chi abbia davvero ragione? Dobbiamo veramente difendere a tutti i costi interessi non nostri ma di un Paese rispetto al quale, oggettivamente, ci troviamo in posizione subalterna ?

Assistiamo a insistenti smentite russe riguardo a un possibile attacco, ma nello stesso momento il nostro alleato statunitense continua ad alzare la tensione parlando di attacchi imminenti (addirittura segnando un’ora X ben precisa) che destabilizzano il mondo intero. La verità fa male, ma è solo una: ci sono due titani che sono sordi e fanno finta di sentirsi, fraintendendosi e peggiorando la situazione. Questo sono USA e Russia, titani che vogliono a tutti costi la supremazia e cercano di cogliere qualsiasi chance per aumentare la loro sfera di influenza o di utilizzare qualsiasi mezzo pur di non perdere pezzi. Sullo sfondo di questo scenario sta l’umanità comune.

Ma in queste condizioni l’umanità si distruggerà da sola, e le prove le abbiamo viste nei secoli e continuiamo a vederle: la tecnologia ci porta novità estremamente pericolose, con nuove armi che in un batter d’occhio possono eliminare per sempre interi popoli o cancellare città importanti e ferire solo e soltanto chi non ha colpe: i civili.

Quindi credo che bisognerebbe passarsi la mano sulla coscienza e capire davvero dove si vuole arrivare e cosa si voglia fare, per saper poi rispondere con lucidità e saggezza alla fatidica domanda: Quo vadis?

Spero che questa che stiamo vivendo sia solo una grossa mano di poker dove i due giocatori d’azzardo stanno bluffando per averla vinta, che alla fine si stringeranno la mano e faranno finta che non sia successo nulla.

La storia è la nostra miglior insegnante e da lei dobbiamo imparare. Nella storia, infatti, le grandi potenze che hanno osato cercare di avere sempre più potere sono finite per capitolare amaramente (vedi Impero Romano o Germania nazista e altri esempi).

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