Paolo e Francesca 2.0
- Ginevra Ferreri, III A Classico
- 12 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Francesca si annoiava terribilmente ogni giorno del suo matrimonio, contratto un po’ per interesse e un po’ per mancanza di altri stimoli. Gianni, chiamato dagli amici Gianciotto, non era bello ma aveva un suo fascino dato dal potere e dal denaro.
Francesca era una buona moglie ma aveva tanto tempo libero per fantasticare, sognare, volar via con il pensiero e riusciva a trovare serenità e divertimento facendo ricerche via internet e soprattutto chattando in un forum informatico di poesia e letteratura dove confrontava i suoi pensieri, i versi che scriveva e quelli degli autori che le piacevano di più con altri sconosciuti. Era un passatempo innocuo che le consentiva di evadere un po’ dalla sua monotonia. Il suo interlocutore privilegiato era ‘’user_paladino321’’, mentre Francesca era ‘’Ginevra3000’’ perché era sempre stata affascinata e commossa dall’amore impossibile tra Lancillotto e Ginevra, pur provando un po’ di dispiacere per re Artù.

Da molti mesi paladino e Ginevra chattavano scoprendo di avere grandi affinità letterarie ed emotive: amavano gli stessi libri, gli stessi autori, gli stessi poeti, si emozionavano nel parlare dei medesimi sentimenti, fremevano per le medesime ingiustizie, gioivano per le medesime poetiche descrizioni. Essi trascorrevano sempre più tempo sul forum letterario e sentivano sempre più di essere due spiriti affini.
Il momento della chat era per loro il più bello della giornata, che attendevano con impaziente emozione. Da lì il passo fu breve a scambiarsi gli indirizzi e-mail e approfondire sempre più le loro comuni passioni. Passò poco tempo e il desiderio di incontrarsi fu più forte di ogni altra cosa e, forse, mentendo a se stessi, pensavano di fare qualcosa di innocente. Decisero di incontrarsi al parco e Francesca preannunciò che avrebbe portato, per leggerlo insieme, il libro che parlava di Ginevra e Lancillotto.
Era un tiepido pomeriggio di primavera e ambedue si recarono alla panchina dove avevano appuntamento, sotto l’albero di ciliegio in fiore. Appena giunti, si guardarono, sorpresi e confusi, dicendosi contemporaneamente: ‘’Tu?’’, ‘’Paolo?’’, ‘’Francesca?’’.
Paolo, il fratello di Gianciotto, suo cognato, che la ignorava con un’indifferenza perfettamente ricambiata, era lui, il suo paladino, l’uomo che le aveva fatto vibrare le corde del cuore:‘’ Amor, c’ha nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte’’.
Cercando di superare l’imbarazzo si sedettero sulla panchina a leggere il libro che Francesca aveva portato. La narrazione li avvinse, l’emozione li travolse e non seppero resistere alla tentazione di scambiarsi un bacio. ‘’Noi leggevamo un giorno per diletto di Lancillotto come amor lo strinse; soli eravamo e senza alcun sospetto’’ […] ‘’Quando leggemmo il disiato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante’’.
Ma non sapevano che il destino era in agguato: Gianciotto, infatti, insospettito dalla sempre crescente distrazione di Francesca, aveva cominciato a controllarla senza farsene accorgere, fin quando proprio quel giorno era riuscito a entrare nelle e-mail della moglie, leggendole fino a quella con cui si davano appuntamento.
Aveva seguito Francesca come uno stalker e, vedendola incontrarsi con Paolo, suo fratello, li aveva spiati fino al momento del bacio fatale: una nube rossa di collera gli aveva offuscato la mente e la ragione ed estraendo la pistola che portava sempre con sé per difesa personale, li uccise ambedue senza pietà, mentre il sangue scorreva tristemente sulle pagine dell’amore impossibile di Ginevra e Lancillotto.
‘’Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse.’’
Comments